Quella volta che un private chef mi ha salvato la vita ed il palato

Giacomo Petri, private chef conosciuto come ‘Happy Jack’ tra le preparazioni stellate e la passione per lo yoga e la meditazione.

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Ho incontrato un’anima gentile e vederne il volto e gli occhi sorridenti mi hanno messo tranquillità, merce rara di questi tempi. Lo sguardo, prima cosa da guardare in una persona.

Tutto è iniziato mentre ero a cena con un amico al ristorante sichouanese (non lo conosci? LEGGI QUI!)e seduto accanto a me avevo una coppia, lui dal viso conosciuto.

“Ci siamo già visti?” viene fuori che entrambi avevamo partecipato al Cibiamoci Festival.

Scopriamo di avere degli amici in comune ed è subito cena.

panesalmone

Mi invita nella sua stupenda casa nella campagna in zona Bargino, vicino al feudo di Antinori, e tempo di fare la salita che la mia macchina, un Alfa Mito rossa, prende una buca aspra e forte e pfiuuuu, la gomma si sgonfia. Esattamente come il mio buon umore.

In tutto questo ero in ritardo di 40 minuti.

Disperato come pochi, entro in casa in preda al panico. Giacomo mi accoglie in casa sua e mi tranquillizza, chiamando l’Aci e il suo servizio di carroattrezzi. Che poi mi ha riportato nella notte, con -5° verso Firenze. 

gnocchisedanorapa2

Menomale ad accogliermi c’era Giacomo, con la moglie di origine francese Stephany. E uno champagne Guy Mea in un’atmosfera rilassata e carica di energie positive. Anche perché i due sono volti al grande sole bianco dello yoga.

Happy Jack, Giacomo Petri professione private chef

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In pratica il buon Giacomo si porta dietro i ferri del mestiere, e un menù studiato per l’occasione in questione e poi prepara tutto direttamente nella cucina del cliente. Ogni volta deve scoprire segreti nascosti delle cucine in cui lavora, non può usare mai la parte della memoria fotografica. Uno chef atipico, avventuriero e diverso.

Il discorso è delicato perché, chiaramente, cucinare in casa di qualcuno significa andare a violare l’intimità casalinga.La dove ci sono i fornelli risiede L’anima della casa. E quindi bisogna saper dimostrare tatto e una competenza totale, anche se molto spesso i clienti si affidano ciecamente.

Nelle sue preparazioni da private chef, Giacomo usa ingredienti e verdure a chilometro 0, cotture a fuoco lento e temperature controllate, servendosi dalla filiera locale. Inoltre a lui piace sperimentare ed applicare variazioni sul tema.

Che sia per poche persone fino addirittura a numeri da catering, Giacomo non si fa problemi.

preparazione uova

I piatti top della sua cena sono stati gli  gnocchi di sedano rapa con bottarga e pomodirini confit, tutto ovviamente fatto da lui, e l’uovo poche con spuma di parmigiano e porcini di Moena.

E poi gran finale con la torta di mandorle e cioccolato. 

torta

Su Foodbohemien racconto quello che mi colpisce, le cose particolari, i casi della vita e quando faccio incontri così piacevoli trovo giusto darne voce, sempre con un principio di libertà e ispirazione. E non mi era mai capitato di parlare di un private chef.

Questo è il suo sito https://happyjackchef.com/

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