Pizzeria Santarpia, ammazza che pizza!

Una domanda, stilettata nella notte, lama e rasoio,  taglia la concentrazione e spiazza. Spara, mira e centra, disallinea il cuore, espandi le culture e apri la mente. Quando tutti si interrogano, quale sia la pizza migliore, lontani Posillipo e un ‘sali e scendi’ croccante con la Funicolare tra fritti e d’innanzi al cuoppo vesuviano ripieno, mustacciuoli e struffoli, petardi e tabernacoli. Mille colori, spari nei sobborghi, porte aperte e luci spente, candele clacson e caschi assenti.

La pizzeria Santarpia, a Firenze in Largo Annigoni, porta  sapori semplici e tradizionali, con epicentro a Napoli e si propaga, come navi sulle onde del Mediterraneo, risale il Tirreno e accende i forni per la pizza in centro. Si allunga così la lista delle realtà partenopee nel capoluogo toscano, una scelta sempre più varia in cui la concorrenza si fa tosta, a parer mio, piuttosto variegata ma comunque virtuosa. Tanti pizzaioli napoletani sfornano ogni giorni tantissime creazioni croccanti, ognuno con la propria filosofia.

Non esiste LA PIZZA NAPOLETANA.

Se viviamo con la convinzione che i pizzaioli napoletani standardizzino il processo di preparazione di una pizza che possa essere riprodotto in scala, ovunque nel mondo, siamo dei bischeri notevoli. Se pensiamo che la pizza possa diventare un prodotto industriale che qualsiasi pizzaiolo riproduce seguendo le istruzioni come un mobile Ikea siamo fuori strada. Il concetto stesso di Pizza Napoletana è in contrasto con l’umanesimo totale che è alla base della creatività dei napoletani. Un io totale vocato alla fantasia, alla volontà di differenziarsi. Come la canzone napoletana, con Pino Daniele musicista totale diverso dagli altri perché in grado di aver fatto suo un crisma, una regola ed averla infranta. Evviva chi rompe le regole con stile, con il talento. Il talento deve rompere le regole! Evviva l’umanesimo napoletano.

Ma veniamo a Santarpia

La pizzeria è in Largo Annigoni a Firenze, quindi c’è la possibilità di utilizzare il parcheggio sotto la piazza. Il locale nasce dalla volontà di Simone Fiesoli e Pietro Baracco,  imprenditore nel campo della  climatizzazione, di aprire un punto di alta qualità della ristorazione napoletana a Firenze. In principio fu chiamato il famoso pizzaiolo Giovanni Santarpia, poi in seguito a divergenze, le strade si sono separate il cognome di Giovanni è rimasto come nome del locale. Ok, non lo so il perché e non voglio saperlo, ma la realtà è questa.

Il cambio al timone del forno, della pala e della cucina è passato a Michele Leo, pizzaiolo campano di larga esperienza. Direi che la definizione pizzaiolo sia ristretta per Michele, dato che egli in prima persona traccia la strada anche della cucina.

Michele Leo, il nuovo pizzaiolo di Santarpia

 

Prossimità con il Mercato di Sant’Ambrogio in primis. 

Dal mercato al piatto la strada è breve, e quindi il menù di Santarpia si costella di specialità come delle acciughe fritte, leggere e croccanti, una poesia pura per la bocca.

La pizza, con impasto a 48 ore, segue gli stilemi della tradizione napoletana con l’aggiunta del talento e la creatività di Michele Leo, leggera e croccante. Nel menù si trovano i grandi classici, dalla Margherita alla Mastunicola ed anche la Cosacca.

La pizza Mastunicola è l’originaria ricetta, prima ancora che arrivassero i pomodori dalle Americhe.

Una semplice focaccia d’impasto di pizza con pancetta a sciogliere e pecorino, foglie di basilico.

La Cosacca è la pizza fatta in onora della visita degli Zar russi nel corso del settecento, in onore dei quali fu fatta una pizza rossa completamente ricoperta di pecorino bianco, come se fosse neve.

In carta sono presenti anche golosità come i pasticci e altre specialità al tavolo.

La carta del vino è ampia, sopra la media rispetto alle pizzerie con etichette divertenti, dallo champagne alle bollicine piemontesi di nebbiolo.

Uno dei punti di forza del locale è l’acustica, studiata nel dettaglio come in uno studio di registrazione musicale. Questo rende agevole la conversazione al tavolo, anche in cene impossibili con tantissimi ospiti. Le piastrelle artistiche, fresche come fiori a primavera, adornano il locale,  mentre i murales nella sala interna sono ad opera del celeberrimo artista che è possibile ammirare sui muri nel viale Belfiore in prossimità della Fortenza, il Ninjaz.

La qualità della pizza è altissima e il locale è molto piacevole, è perfetto per un pranzo di lavoro per fare bella figura e per una cena divertente di coppia o con gli amici.

Pietro Baracco è l’imprenditore che gestisce il progetto, con una visione e un’impostazione manageriale che organizza il locale come una azienda, nella gestione del personale, dei contratti e della business strategy.

 

Un’altra pizzeria di alto profilo quindi si adagia dolcemente tra le pagine della ristorazione fiorentina, là dove chiudono e poi riaprono, il vento apre e chiude la porta, in un saloon moderno di cicli ed investimenti. Una Firenze sempre più pizzata.

Santarpia è aperto anche a pranzo il sabato e la domenica.

 

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