Una storia ai confini del mondo, in Sardegna il furgone gastronomico nuragico baluardo contro l’impero

Mi ritrovai nell’altopiano del Meilogu, nel mezzo alla mesa del Monte Santo e il piccolo borgo di Bessude. Come vi ero arrivato chissà.
Un murales nel piccolo borgo di Bessude
Arsa era la gola, madidi di sudore i leggeri vestiti estivi ed il suono del mio stomaco, affamato, tuonava.
Landa fuori dalla rete smart, senza app e fast, 412 abitanti dei quali se si somma l’età si ottiene un numero tendente all’infinito.
Sardegna terra dei centenari.
In un sali e scendi d’asfalto incandescente, per raggiungere il piccolo alimentari dall’incerto orario d’apertura, persi ogni speranza d’approvvigionamento.
Le ancestrali divinità nuragiche debbono aver udito il mio lamento e un rumore di ferraglia si pose all’orizzonte uditivo. E quella musica distante diventò sempre più forte.
Un furgone adornato d’ogni ben di Dio che madre natura avesse concesso con bontà ai suoi sudditi terreni.
Agli grossi come scoiattoli, pesche e pomodori con la scritta ‘brazzers’ e poi acqua in quantità.
Esso era un figlio dei Nuraghi, Roberto Dessi, che con quel suo mezzo, un tempo segno del progresso, ad oggi nei colori spento ma non per questo stanco, senza pretese, porta l’amore nel paese.
La sua attività su quattro ruote compie ogni giorno il giro della vallata e resiste come gli indiani del fiume Sand Creek contro l’impero dei colossi, del cemento, dei bollini alla cassa, della plastica e degli sconti prepasquali.
Un sogno, un’utopia che tanto è bella che quasi a scriverne mi sembra di far scempio.
Un Don Quijotte spinto in corsa a 20 km/h in un posto sperso dell’Italia.
Perché se vogliamo gridarlo a pieni polmoni, se davvero crediamo nelle nostre azioni, ci si piena il torace e si urla ‘Prima gli Italiani!‘.
Però a questo punto bisogna boicottare gli asfalti sui litorali, lo scempio dei patrimoni naturali, per chi va a Gallipoli nelle discoteche discarica di umanità e non va alla sagra della Pizzica, per chi crede che con la parola tradizione si possa beffare anche il più miope dei turisti. Io lo dico: ‘Prima gli Italiani’, e sono orgoglioso di dirlo, quando questi sono i miei connazionali che lottano per un mondo migliore con i valori che da sempre hanno contraddistinto il nostro popolo. La furbizia, la passione per il sesso, la capacità di sapersi reinventare e tutto questo perché siamo sempre stati comandati dai padroni e dai potenti, da Marchesi del Grillo. E tra poveracci ci si aiuta, ieri ed oggi.
Niente di più bello che prendere una macchina e girovagare per l’Italia.

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